no images were found


L’olio d’oliva e la storia del territorio Ligure si incontrano già in epoca romana, nonostante l’ampia diffusione della pianta avvenga però solo in epoca medioevale. La tradizione riporta che  fossero stati  i Monaci Benedettini dal IX al X secolo, ad incentivare l’olivicoltura dell’area, creandone inizialmente una sorta di monopolio all’interno delle loro delle fattorie monastiche. 
Nel periodo del Medioevo la destinazione dell’olio d’oliva non era principalmente quella alimentare bensì  liturgica.

Gli oli sacri ed il crisma, che servivano ad impartire i sacramenti, venivano benedetti durante la Messa del giovedì Santo e l’olio consacrato che veniva distribuito nelle diverse chiese doveva durare per tutto l’anno.

Venivano alimentate con olio d’oliva anche le lampade che ardevano sugli altari davanti all’immagine del Santissimo.
 I Benedettini pare che fossero coloro che avrebbero introdotto in Liguria un cultivar di eccellente qualità, poi definito Taggiasca.

Abbiamo testimonianza che la coltivazione degli olivi nella Liguria ponentina fosse già abbastanza diffusa nel ‘200 da alcuni statuti comunali e vari rogiti notarili.
Le colline nei secoli successivi si coprirono ulteriormente di oliveti: in principio gli olivi crescevano affiancati a piante di fichi e viti, ma con l’incremento del commercio oleario l’olivo diventò una monocoltura.
La testimonianza di una prosperosa attività commerciale olearia fra la città di Oneglia (IM), e Milano è dimostrata già in documenti archivistici del XVII secolo, ma l’epoca d’oro dell’olio ligure fu il 700, quando navi cariche dei preziosi barili raggiungevano i luoghi più disparati.
L’olivicoltura ligure con il finire dell’epoca medioevale rappresentò la principale fonte di reddito delle comunità, e “attorno all’olivo”si sviluppò un’attività manifatturiera complessa con una specifica regolamentazione che riguardava  ciascun aspetto della filiera.

E’ importante sottolineare che  tutto ciò che veniva prodotto dalle olive veniva utilizzato: principalmente l’olio extravergine , poi altri oli semplicemente vergini e meno raffinati, la sansa (scarto della lavorazione) ed altri elementi impiegati per la realizzazione di cosmetici e di saponi.

A seconda delle zone di cultivar l’olio extravergine di oliva della Riviera Ligure possiede caratteristiche diverse:

l’olio della riviera dei fiori presenta un colore giallo, un odore fruttato maturo ed un sapore fruttato con sensazione decisa di dolce;

l’olio della riviera di ponente  presenta un colore giallo-verde, un odore fruttato maturo ed un sapore fruttato con sensazione decisa di dolce;

l’olio  della riviera di levante presenta un colore che varia dal verde al giallo, un odore fruttato maturo ed un sapore fruttato con sensazione media di dolce ed eventuale leggera sensazione di amaro e piccante.
Ancora oggi  l’olio extravergine di oliva della Riviera Ligure ,per le sue caratteristiche di delicatezza e leggerezza,trova ampio utilizzo in cucina.Ha infatti il pregio di mantenere inalterati i sapori delle pietanze:si sposa perfettamente con piatti  tipici della tradizione ligure (ad esempio a base di verdure come le zuppe), ma anche su pesce, carpaccio, persino nella preparazione di dolci ed in abbinamento a pietanze delicate.

La storia recente ci insegna come l’olio extravergine di oliva sia necessario alla cultura gastronomica mediterranea. Una cultura salutare, benefica, una cultura che ha bisogno del migliore olio ottenuto con mezzi meccanici dalla sola oliva.

Un prodotto che ti permette di ritrovare gli alberi,a volte secolari,che te lo danno,la loro  tracciabilità, ad uno ad uno,quello che definiamo D.O.P.

L’azienda Trivelloni ha conseguito il riconoscimento dell’olio D.O.P. “ Riviera Ligure – Riviera di Levante “